Umanesimo Matematico e sviluppo del Palazzo di Urbino


FRANCESCO DI GIORGIO MARTINI

Tra i più significativi architetti e ingegneri del Quattrocento, Francesco di Giorgio Martini è anche scultore e pittore aggraziato, come dimostrano opere come la Flagellazione, l'Annunciazione e l'Incoronazione della Vergine. La carriera architettonica di Martini è notevole e si svolge tra Siena, Cortona e Urbino, dove subentra al Laurana nel cantiere di Palazzo Ducale, progetta la chiesa di San Bernardino e il Duomo. Il Palazzo Ducale gli conferisce una grandissima fama - "non hedifitio humano anzi divino" lo definisce Giovanni Santi, il padre di Raffaello -, e anche Leonardo non si sottrae al fascino di questo edificio, di cui disegna alcuni dettagli come la cappellina del Perdono e soprattutto l'ampio monumentale scalone. Grazie alla sua fama ormai riconosciuta Francesco di Giorgio viene chiamato a Milano nel 1490, per dare un parere sulla problematica impresa architettonica del tiburio del Duomo. È l'occasione per incontrare Leonardo, per confrontare esperienze e aspirazioni, ma soprattutto per un proficuo scambio di conoscenze tecniche. Molto importanti sono i suoi scritti, che egli porta con se' a Milano, che influenzano i contemporanei in modo notevole; si conosce anche un suo tentativo, non portato a termine, di tradurre il famoso trattato vitruviano "De architectura". Soprattutto, è da notare che molto ha condizionato con le sue conoscenze le esperienze leonardesche, contribuendo perciò alla formazione di colui che è conosciuto come uno dei più grandi matematici, pittori, architetti e progettisti di tutti i tempi.