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Il De prospectiva pingendi è il primo manoscritto di Piero; è dedicato al duca Federico, morto nel 1482, e fu quindi scritto prima di questa data. E' un trattato di prospettiva, ma si rivolge ai pittori e si apre con un debito verso l' Alberti.
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| Delicata è la questione relativa alla originalità delle opere del Pacioli, infatti Luca cita Piero e ne tesse le lodi nella dedica della sua "Summa de arithmetica", che sembra originale, mentre non lo nomina nemmeno nel "Divina Proporzione". |
| Nato a Borgo Sansepolcro nel 1445, in gioventù si recò
a Venezia dove frequentò la scuola di Rialto, passando da Ferrara
nel 1466. Prima del luglio 1471 discese a Roma diventando familiare di Leon Battista Alberti; successivamente si dedicò anche a studi filosofici. |
| A Urbino divenne precettore per la matematica dell'ancor fanciullo Guidobaldo da Montefeltro, il figlio di Federico. |
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Piero della Francesca e Luca Pacioli |
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TESTIMONIANZE DEL RAPPORTO TRA PIERO E LUCA Alcune circostanze ci documentano il rapporto che lega Piero della Francesca con Luca Pacioli autore del trattato " Divina Proporzione". Una testimonianza c'è data alla corte dei Montefeltro, sembra infatti che Pacioli spronò Piero a dar veste sistematica al suo trattato sulla prospettiva, dis cutendo con lui il problema dei corpi regolari ed altre questioni di matematica. La prova d 'un soggiorno ad Urbino di Pacioli ospite di Montefeltro, quando Piero lavorava per la corte dal 1477 al 1480, è data dalla Pala urbinate (oggi a Brera) dove è raffigurato come teologo, omaggio tributato da Piero al matematico celebrandolo accanto al Duca. Luca fa lodi altissime di Piero, con citazioni laudatorie nel suo volume "Summa de arithmetica". Certo è possibile che si siano incontrati e frequentati anche prima a Sansepolcro, ma non è provato. Un'altra testimonianza della loro collaborazione è fornita dalla coincidenza della data della restituzione al convento di Perugia da Pacioli di un Euclide, preso in prestito, negli stessi anni della conclusione del trattato De Prospectiva dove si trovano esemplificate mediante metodi euclidei soluzioni prospettiche impiegate sia nella Pala urbinate, finita prima dell'agosto 1474 , sia in quella posteriore di Perugia. Per il secondo trattato di Piero, quello sui Corpi Regolari, la correlazione fra gli studi di Piero ed i corsi universitari di Luca Pacioli è ancor più stretta ed è dimostrata dal fatto che quest'ultimo nel 1489 tenne una serie di lezioni a Roma sull'argomento "de li cinque corpi regulari che tratta utilizzando, certamente lo scritto più tardi da lui pubblicato integralmente, e in particolare le dimostrazioni grafiche del pittore. Il Pacioli d'altronde, nella Summa riferisce il nome di chi tradusse in latino il trattato di Piero, Matteo di Borgo; venne scritto o postillato attorno al 1485 (data dell'edizione a stampa), avremmo anche la data del secondo trattato pierfrancescano , che vien detto composto "in questi dì " e dedicato a Guidobaldo, allora adolescente, come seconda parte del trattato sulla Prospettiva offerto a Federico e da catalogarsi insieme, ciò che sappiamo appunto essere avvenuto dai registri della Biblioteca. Luca Pacioli è un tipico clericus vagans e l'amico dei pittori più importanti del tempo, si sostituì a Piero per diffondere in suo nome gli insegnamenti prospettici quasi ovunque in Italia, e oltre, interessando l'arte tedesca. |
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