Piero della Francesca e Luca Pacioli

LUCA PACIOLI, Summa arithtmetica, 1494

Nell' Epėstola allo Ill.mo Principe Guido Baldo Duca di Urbino che apre il Trattato, cosė si esprime Luca: " A l'architectura ancora Vitruvio in suo volume e Leon Battista de gli Alberti fiorentino in sua perfetta opera de architectura molto dimostrano esserli accomodata [la matematica], prpportionando suoi magni et excelsi hedifitii. Si come alli dė nostrė la nova luce de Italia admiranda fabbrica del degno palazzo de V.D.S. per la felicissima sua paterna memoria initiata e consumata, manifesta. Nel qual certamente ben mostrō natura sua forza e arte fra quanti per altri sieno stati visti.Qual lengua el bell'ordine de tutta sua degna dispositione porria exprimere certo gniuna seria bastante. Se non la sua eloquentíssima el qual non solo alla vista subito veduto piace, ma ancor pių riman stupefatto chi con ėntelletto va discovrendo con quanto artificio e ornamento č stato composto". Al di lā della prestigiosa, ma scontata, lode all'Alberti, accostato al nome di Vitruvio come cosa ormai naturale, colpisce il forse non casuale accostamento fra gli " excelsi edifiti" albertiani, ricchi di armoniosi proporzionamenti, e l'altrettanti porzionatissimo e meraviglioso palazzo di Urbino .Quasi si fosse voluto stabilire una sorta di nascosto cordone ombelicale fra il nome dell'Alberti e quella architettura rinascimentale.

(Luca Pacioli, Summa Arithmeticae, Venetiis 1494).