Piero della Francesca e Luca Pacioli

PROLOGO AL DE PROSPECTIVA PINGENDI

PETRUS PICTOR BURGENSIS DE PROSPECTIVA PINGENDI.

La pictura tre parti contiene in sé principali, quali diciamo essere disegno, commensuratio et colorare. Desegno intendiamo essere profili et contorni che nella cosa se contiene. Commensuratio diciamò essére essi, profili et contorni con proportionalmenté posti nei luoghi loro. Colorare intendiamo dare i colori commo nelle cose se dimostrano, chiari et schuri, secondo che i lumi li devariano. Delle quali tre parti intendo tractare solo della commensuratione, qúale díciamò prospectiva, amescholandocí qualche parte del desegno, perciò che senza non se po mostrare in opera essa prospectiva. Il colorare lasciaremo stare, ma tractaremo de quella parte che con linee, angoli et proportioni se po dimostrare, dicendo de' puncti, linee, superficie et de' corpi. La qual parte contiene in sé cinque parti: la prima è il vedere, cioè l'occhio, seconda la forma della cosa veduta, la terza è la distantia dell'occhio alla cosa, la quarta le linee che se partano dalle stremità della cosa all'occhio, la quinta è il termine che è intra l'occhio et la cosa veduta, dove intendiamo le cose ponere. La prima dirremo essere l'occhio [ ... ] perché gli è quello in cui s'apresentano tucte le cose vedute socto diversi angoli, cioè quando le cose vedute sono equalmente distante dall'occhio, la cosa magiore s'apresenta socto magiore angolo, et la minor socto minore, et simile, quando le cose sono equali et non sono a l'ochio equalemente distante, la più propinqual s'apresenta socto magiore angolo che la più remota, per le quali diversità intendiamo il degradare d'esse cose. La seconda è la forma della cosa, perhocché senza quella lo intellecto non porìa giudicare né l'occhio comprendere essa cosa. La terza è la distantia dell'occhio alla cosa, perhocché se non ci fosse la distantia, sarieno contingenti overo contigui et quando la cosa fusse magiore del semicirculo dell'occhio non siria l'occhio capaci riceverla. La quarta sono le linee, le quali se partano dalle stremità della cosa et terminano nell'occhio, infra le quali l'occhio le riceve et discerne. La quinta è uno termine nel quale l'occhio descrive colli ragi proportionalmente le cose che vede et posse in quello giudicare lo lor mesura: perché se non ci fusse termine non porremo intendere quanto le cose degradassero, sì che non se porieno demostrare. Oltra de queste è necessario sapere lineare in propria forma sopra il piano le cose che intendiamo di fare. Intese le sopra decte cose, seguitaremo l'opera nostra facendo di questa parte, dieta prospectiva, tre libri. Nel primo diremo de' punti, de le linee et superficie piane. Nel secondo diremo dè corpi cubi, de' thetragoni solidi, de colonne tonde et de più faccíe. Nel terzo diremo delle teste, de' capitelli, de' torchi de più base et altri corpi diversamente posti.

Concordanze tra il De prospectiva pingendi (Piero della Francesca) e il De pictura (Leon Battista Alberti).