Piero della Francesca e Luca Pacioli

Divina Proportione

Dalla Divina Proportione Sonno, commo è dicto, le scientie e mathematici disci-pline nel primo grado de la certezza, e loro sequitanotutte le naturali. Questo vocabulo mathematico, excelso Duca, fia greco derivato da che in nostra lengua sona quanto a dire disciplinabile, e al proposito nostro per scientie e discipline mathematici se intendano arith-metica, geometria, astrologia, musica, prospectiva, architectura e cosmographia, e qualunc'altra da que-ste dependente. Non di meno, communamente per li savi le quatro prime se prendano, cioè arithmetica, geometria, astronomia e musica, e l'altre fienno dette subalternate, cioè da queste quatro dependenti. Così vol Platone e Aristotele e Ysidoro in le sue Ethimolo-gie e l ' Severin Boethio in sua Arithmetica. Ma el nostro iudicio, benché imbecille e basso sia, o tre o cinque ne constregni, cioè arithmetica, geometria e a-stronomia, excludendo la musica da dicte per tante ragioni quante loro da le 5 la prospectiva, e per tante ragioni quella agiongendo a le dicte quatro, per quante quelli a le dicte nostre 3 la musica. Se questi dicano la musica contentare l'udito, uno d'i sensi naturali, e quella el vedere, quale tanto è più degno quanto egli è prima porta a l'intellecto; se dichino quella s'atende al numero sonoro e a la mesura importata nel tempo de sue prolationi, e quella al numero naturale secondo ogni sua diffinitione e a la mesura de la linea visuale; se quella recrea l'animo per l'armonia, e questa per debita distantia e varietà de colori molto delecta; se quella suoi armoniche proportioni considera, e questa le arithmetici e geometrici. [ ... ] Oimè, chi è quello che, vedendo la ligiadra figura con suoi debiti liniamenti ben disposta, a cui solo el fiato par che manchi, non la giudichi cosa più presto divina che humana? E tanto la pietura immita la natura quanto cosa dir se possa. [ ... ] Commo de Zeuso e Parrasio se leggi in Plinio De picturis, che siando a contrasto del medesimo exercitio con Parrasio, sfidandose de penello, quello feci una cesta d'uva con suoi pampane inserta, e posta in publico gli ucelli vinse commo a vera a sé getarse; e l'altro feci un velo. Alora Zeuso disse a Parrhasio, avendolo ancor lui posto in publico e credendo fosse velo che coprisse l'opera sua facta a contrasto: "Leva via el velo e lascia vedere la tua a ognuno, commo fo la mia"; e così rimase vincto. Perché se lui li ucelli animali irrationali, e quello uno rationale e maestro ingannò sé, forse el gran dilecto e '1 summ'amore a quella (benché di lei ignaro) non m'inganna. E universalmente non è gentile spirito a chi la pictura non dilecta [ ... ].